Sappiate una cosa che rende questo libro diverso da tutti gli altri manuali di leadership che affollano gli scaffali degli aeroporti: Rubenstein non è un accademico di Harvard, non è un consulente di McKinsey, non è nemmeno un giornalista. È il co-fondatore di Carlyle Group, uno dei più grandi fondi di private equity al mondo, con oltre 300 miliardi di dollari in gestione e un patrimonio personale stimato in tre miliardi e mezzo. Quando si siede di fronte a Jeff Bezos o a Warren Buffett, non li intervista. Li interroga da pari.
È questa la differenza chirurgica che pochi colgono. Rubenstein ereditò lo spazio del tavolo-intervista di Charlie Rose dopo lo scandalo delle molestie, ma il format cambiò natura. Da show giornalistico è diventato un dialogopeer-to-peer, con dinamiche che nessun altro intervistatore al mondo può replicare. E gli intervistati si aprono in modo diverso: dicono cose che a un giornalista non direbbero mai.
Il libro raccoglie trenta di queste conversazioni — quindici uomini, quindici donne, dalla finanza al tech, dall'entertainment allo sport, dalla giustizia alla politica. Buffett, Bezos, Gates, Lagarde, Oprah, Ruth Bader Ginsburg, Tim Cook, Coach K, Yo-Yo Ma. Ma la lezione più preziosa non è nelle risposte — è nel contrasto. Perché trenta leader di prima grandezza raccontano trenta strade radicalmente diverse. Non c'è UNA formula della leadership. Ce ne sono almeno trenta, e ognuno di noi deve trovare la sua.
Lo consiglio a manager, C-level, imprenditori, board member che si sono stufati dei manualetti "i sette segreti dei leader efficaci" e cercano invece testimonianze grezze, non filtrate, di persone che hanno davvero costruito qualcosa di enorme. Da leggere a piccole dosi — un'intervista alla settimana, come pillole di consapevolezza.
Non è un libro che vi insegna a guidare. È un libro che vi obbliga a domandarvi come e perché lo state facendo voi.